Fotografie del Torrente Enza

Il torrente Enza

L'Enza è un corso d'acqua appenninico dell'Emilia Romagna affluente di destra del fiume Po. E' classificato come torrente nella cartografia tecnica, ma comunemente anche nella segnaletica divulgativa lo si chiama fiume. L'Enza è stato fotografato nei Comuni di Vetto, Canossa, Neviano degli Arduini e San Polo d'Enza, al confine tra la provincia di Reggio Emilia e Parma.

Frane ed erosione 2013

Seguendo la tendenza degli ultimi anni, dall'autunno 2012 alla primavera 2013 ci sono state precipitazioni intense concentrate nel tempo che hanno avuto un effetto distruttivo sulle zone più fragili del territorio.

In particolare è stato colpito il comune di Vetto e alcuni dei luoghi fotografati sono ora cambiati, l'accesso a Lido Enza è stato interrotto in primavera causa frana e ora è ripristinato. In estate, (quando il livello idrometrico lo consente) è anche possibile raggiungere lido Enza a piedi da monte (dal torrente Lonza) oppure da valle (dal ponte per Scurano).

Paesaggio naturale del fiume

  • Fiume Enza a Stabbio, Vetto
    Fiume Enza a Stabbio, Vetto
  • paesaggio della valle dell'Enza
    paesaggio della valle dell'Enza
  • Il Castello di Rossena dall'Enza
    Il Castello di Rossena dall'Enza
  • Enza tra Cerezzola e Currada
    Enza tra Cerezzola e Currada
  • Il torrente a Lido Enza
    Il torrente a Lido Enza
  • Torrente Enza a Vetto
    Torrente Enza a Vetto
  • Enza in località Cantoniera - Vetto
    Enza in località Cantoniera - Vetto
  • 100-2089

Altre foto del paesaggio della val d'Enza e dei vicini castelli (Rossena, Rossenella e Canossa) sono visibili nella pagina della Rupe di Campotrera.


Acqua nel fiume enza

  • acqua fiume enza
    acqua fiume enza
  • rapide nel torrente
    rapide nel torrente
  • 100-2110
  • Fiume e rocce a Vetto
    Fiume e rocce a Vetto

Qualità delle acque

La qualità delle acque del torrente Enza è spesso sottovalutata. Non è un caso che gran parte dell'acqua potabile presente sul territorio provinciale sia presa dalle falde alimentate da questo corso d'acqua e che tale acqua sia stata in molte occasioni elogiata per le sue qualità organolettiche. Non è un caso nemmeno che la zona di produzione del Parmigiano Reggiano coincida in gran parte con l'areale della valle dei fiumi Enza, Parma e Secchia. Un semplice ragionamento dice questo: La qualità del formaggio Parmigiano Reggiano dipende dalla qualità del latte con cui si produce. La qualità del latte dipende dalla qualità dei foraggi. La qualità dei foraggi dipende dalla qualità dell'acqua con cui sono irrigati i prati stabili / foraggere. Si può concludere che la qualità del Parmigiano Reggiano dipenda in gran parte dalla qualità dell'acqua di fiumi o torrenti presenti sul territorio.

Piscine naturali

La trasparenza dell'acqua è strettamente legata al periodo dell'anno e alle precipitazioni. In inverno mi è capitato di osservare l'acqua anche di colore latte. Quando è piovuto in abbondanza vi è notevole presenza di argille. In occasione delle piene nel torrente si muovono notevoli quantità di fango, di sabbia e di ghiaia insieme all'acqua.

Nel periodo di secca estiva le acque provengono quasi esclusivamente dalle falde e dalle sorgive presenti nella fascia montana e collinare. La laminazione (l'alveo largo) favorisce la naturale fitodepurazione, così come il fondo drenato in ghiaia dove il torrente a volte sparisce in falde superficiali per poi riaffiorare un po' più a valle. In questi periodi, in collina, l'acqua si presenta cristallina e qui prolifera un ricca fauna acquatica.

I drammatici e recenti fatti di cronaca (morte di una giovane donna nell'estate 2016) ci confermano purtroppo la veridicità delle vecchie storie popolari che narrano di persone morte tra i gorghi delle acque di fiumi e canali.
Per questo motivo occorre sempre prestare la massima cautela in ogni punto del fiume. Le buche nel torrente cambiano conformazione ogni anno a causa delle piene perciò nessun luogo del fiume può essere considerato a priori sicuro.

  • Piscina naturale sull'Enza
    Piscina naturale sull'Enza
  • piscina naturale
    piscina naturale
  • acqua e rocce nel fiume Enza
    acqua e rocce nel fiume Enza
  • strati di rocce
    strati di rocce

Il torrente, le falde, il subalveo

Si ricorda, anche con una certa malinconia, che prima delle escavazioni di ghiaia che hanno interessato sia l'alveo del torrente che le zone limitrofe, vi era una grandissima disponibilità di acqua superficiale, che affiorava naturalmente in pianura dalle falde superficiali. Il canale Vernazza, infatti, in tempi storici non derivava l'acqua direttamente ma si alimentava "drenando" terreni posti nel comune di Montecchio Emilia. In una zona limitrofa, nella seconda metà del '800, fu costruito il primo acquedotto (l'acquedotto Levi) che con l'acqua delle risorgive della val d'Enza forniva l'acqua potabile alla città di Reggio nell'Emilia. Un fenomeno frequente è quello delle risorgive in alveo, facilmente riscontrabili anche nel tratto che va da Canossa a Vetto d'Enza. Le acque di falda che affiorano e alimentano il fiume hanno temperature molto basse anche in piena estate.

Nei pressi del ponte del Pomello (Vetto)

  • Ponte sull'Enza a Vetto
    Ponte sull'Enza a Vetto
  • 100-2172
  • Cascate naturali sul fiume Enza
    Cascate naturali sul fiume Enza
  • 100-2169

Piene ripetute negli ultimi anni

Dal 2009 ad oggi (2013) si sono verificate almeno una volta all'anno piene particolarmente intense. Talvolta sono avvenute in modo anomalo anche in inverno, anzichè in autunno o primavera. Dall'alta pianura alla collina l'alveo è profondamente diverso rispetto a prima, si presenta nudo, senza vegetazione. Sono quasi introvabili le caratteristiche isole boschive di pioppi e salici.

Richio erosione

Più grave è quanto sta avvenendo alle sponde che in diversi punti hanno subito importanti erosioni. I danni per ora sono limitati alla viabilità (spesso legata alle attività dei frantoi) che si trova nelle immediate vicinanze del fiume.

Per esempio tra Montecchio e San Polo d'Enza: sulla sponda reggiana la strada camionabile è interrotta in due punti presso la località Barcaccia; sulla sponda parmigiana, di poco a monte dell'immissione del torrente Termina, l'erosione ha portato via qualche centinaio di metri di strada interna al parco "Cronovilla".

Se non ci sarà un cambiamento di tendenza nelle precipitazioni dei prossimi anni, verosimilmente i danni potranno essere più importanti interessando anche attività economiche (agricoltura, frantoi di ghiaia, ippodromi) collocate troppo a ridosso dell'attuale corso fluviale.

  • Strati erosi delle sponde
    Strati erosi delle sponde
  • Alveo nudo e frana
    Alveo nudo e frana
  • Strati erosione scarpate nella terra
    Strati erosione scarpate nella terra
  • Erosione scarpate
    Erosione scarpate

Interventi utili e inutili

Tra gli interventi utili per mettere in sicurezza zone strategiche sono stati fatti argini continui di vario tipo: scogliere inverdite, gabbioni, muri in c.a., recentemente terre armate.

In passato furono realizzate "briglie" per compensare l'abbassamento provocato dalla notevole escavazione in alveo. A distanza di decenni il sistema della briglie ha funzionato e anzi andrebbe probabilmente rinforzato soprattutto in prossimità dei ponti.

Del tutto inutili sono gli spostamenti di materiale sciolto (argini in ghiaia sciolta), hanno solamente un effetto psicologico.

Anche l'utilità di una diga a monte secondo me è molto incerta. L'interruzione del trasporto solido del torrente potrebbe contribuire all'erosione anzichè prevenirla.

A costi bassi e di valore ambientale è la maggior tutela dei boschi sulle fasce fluviali. La foresta offre una eccezionale resistenza nei confronti dell'erosione e anche la capacità di autoripararsi.


Aria balsamica in val d'Enza

Il clima della valle del fiume Enza ha invece un ruolo importante per un altro prodotto alimentare di pregio inventato in questo territorio: l'aceto balsamico tradizionale. Documenti molto antichi ne testimoniano la presenza presso la corte di Matilde di Canossa. In epoca di Matildica il balsamico non era considerato un aceto da condimento, bensì un prezioso elisir (un balsamo cioè un farmaco) degno di essere regalo per re e principi. All'epoca di Matilde le botticelle probabilmente erano realizzate in quercia, frassino, ginepro, ciliegio selvatico, acero, corniolo e gelso (moro). Queste piante sono tuttora presenti in abbondanza nei boschi circostanti (a parte il gelso nero). La robina (gaggia nel reggiano) non era ancora stata introdotta in Europa dal continente americano perciò è da escludere.

Il clima balsamico emiliano non è mite. E' classificato come continentale, presenta inverni gelidi ed estati torridi. L'alternanza delle temperature è proprio uno dei segreti degli acetai che collocano le batterie di botticelle balsamiche nei non isolati sottotetti delle case.

Un fenomeno climatico particolare dell'Emilia particolarmente accentuato nella valle fluviale dell'Enza è il phoen appenninico, un vento caldo che soffia in Estate dalle montagne (Sud) alla pianura (Nord).

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Livello acqua in tempo reale

Il livello del torrente Enza è costantemente monitorato da diverse stazioni di campionamento che registrano anche la portata, e talvolta temperatura e piovosità in mm di pioggia.

Di interesse in caso di piene

I dati idrometrici in tempo reale sono consultabili sul sito dell'Arpa e possono aiutare nel prevedere la piena dell'Enza che periodicamente crea allerte presso Sorbolo e gli altri paesi a valle del bacino idrografico tra le provincie di Reggio Emilia e Parma (Mezzani, Brescello e Lentigione). E' anche possibile visualizzare in tempo reale il livello idrologico presso le casse di espansione tra Montechiarugolo e Montecchio Emilia.

Grafici fino a 7 giorni del livello idrometrico di fiumi e torrenti padani sono disponibili nel sito dell'agenzia interregionale per il Po.

Approfondimenti

Autorità di bacino del fiume Po
Descrizione generale e linee di intervento.

ARPA Reggio Emilia
Individuazione di indici di qualità delle acque superficiali nel bacino del torrente Enza.



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