Gestione delle siepi campestri di canali

Gestione del verde (siepi campestri) lungo i canali irrigui

Linee guida originariamente sviluppate per consorzio irriguo di Reggio Emilia. Mantenere le siepi esistenti lungo i canali ed estenderle non è solo una pratica ambientalista. Ha ricadute positive anche sui costi di gestione prevenendo danni da erosione e riducendo i costi di manutenzione.

Vantaggi delle siepi campestri spondali

foglie roverella

Foglie di roverella (Quercus pubescens).

Le siepi campestri che si trovano sulle sponde dei canali non hanno solamente un ruolo estetico e ambientale, ma anche facilitano la gestione del canale e riducono le spese del Consorzio. Non è un caso infatti che i costi di manutenzione per i tratti dove sono presenti le siepi sono più bassi rispetto agli altri tratti. I vantaggi delle siepi spondali sono:

  • Le radici degli alberi, in particolare di alcune specie (ad esempio le quercie) migliorano la stabilità delle sponde riducendo il rischio di cedimento o dilavamento delle scarpate.
  • L'ombreggiatura e la copertura vegetale evitano l'insediarsi di altre specie infestanti in particolar modo delle varie canne.
  • Le sponde del canale si presentano spesso come un sottobosco dove vivono piante perenni e sempreverdi come l'Edera helix che hanno perciò pochissime esigenze di manutenzione.
  • Le piante svolgono una naturale azione di fitodepurazione che migliora la qualità dell'acqua utilizzata per l'irrigazione.

Tutela delle siepi esistenti e creazione di nuove

Le siepi esistenti sono tutelate con la regola che ogni qualvolta si interviene a togliere una pianta, viva, malata o morta, essa va rimpiazzata mettendone a dimora una nuova. Si devono utilizzare piante in vaso o fitocella (no radice nuda) di altezza dai 40 ai 70cm, che possono essere piantate durante tutto il corso dell'anno (periodo ideale fine inverno) avendo cura il primo anno di effettuare le necessarie annaffiature di emergenza. Si utlizzano piante rustiche ed autoctone che non hanno particolari esigenze ne di suolo, ne di clima, ne di acqua. Il terreno va lavorato e manomesso il meno possibile nei pressi delle sponde del Canale.

Piante inadatte, da non piantare

Le piante qui elencate non sono gradite, seppur spesso presenti a tutti gli effetti (per es. pioppi e salici diffusi nelle fasce fluviali dell'Enza), in quanto hanno caratteristiche di crescita troppo rapida e/o altre caratteristiche che creano aggravi nei costi di gestione (ad esempio il legno dell'Ailanto si spezza troppo facilmente col vento). Nel tempo può essere prevista la loro graduale sostituzione con piante più idonee. Questo elenco non da comunque diritto all'abbattimento di alcuna pianta.

  • Robinia, Acacia, Gaggia (genere Robinia).
  • Ailanto (genere Ailanthus).
  • Falso Indaco (Amorpha fruticosa)
  • In generale non vanno piantate specie non autoctone.

Pioppi e Salici

Pioppi e salici sono piante che per tradizione e utilità facevano parte del paesaggio agrario emiliano. Mio nonno aveva salici rossi che potava regolarmente (capitozzava) da cui otteneva legacci per la vite (oggi, per lo stesso scopo, su usano corde di plastica). Aveva una ceppaia di salice bianco che produceva pertiche. I pioppi neri presenti erano sia della varietà lombarda (il pioppo cipressino) che di tipo selvatico.

Pioppi e salici non sono propriamente adatti per le siepi, hanno un ciclo di vita veloce, producono molta biomassa (soprattutto se potate regolarmente).

Tuttavia rivestono un ruolo molto importante in quanto ospitano tantissime specie diverse di insetti quindi contribuiscono alla protezione naturale dei raccolti da parassiti e altri fitofagi.

Sarà opportuno quindi prevedere, in modo sporadico, l'inserimento di pioppi e salici nelle varietà più diffuse nel territorio. (Pioppo nero, bianco, Salice bianco, rosso, da ceste.)

Approfondisci qui La grande UTILITÀ delle SIEPI, protettrici della BIODIVERSITÀ

Piante da favorire e da reinsediare

Si favorisce comunque la diversità di specie nella siepe che ne garantisce migliore stabilità ecologica nel tempo, resistenza a parassiti, malattie ecc. Si elencano alcune piante autoctone, che si ritengono particolarmente favorevoli per la gestione del canale.

  • Querce: Farnia Rovere e Roverella (Quercus robur, Quercus petraea, Quercus pubescens) alberi di grande e media dimensione, da piantare le prime due con passo minimo di 7 metri, le seconde di 4. Eccellenti carattristiche di estensione dell'apparato radicale. Piante a lento sviluppo, foglie con ciclo di vita lungo, legno molto resistente al vento. Ben adattate alle nostre condizioni di clima e suoli.
  • Arbusti leguminosi (ginestra, citiso, coronilla, vescicaria): hanno un ruolo ecologico importante nei boschi essendo piante azotofissatrici. Sono rustiche, si adattano a terreni molto poveri e secchi arricchendoli e favorendo lo sviluppo delle specie arboree.
  • Noce nostrano (Juglans regia). Spesso nascono anche spontaneamente seminate dagli uccelli. Il noce contiene nel frutto e nelle foglie una molecola chiamata Juglone in grado di inibire la crescita di altre piante infestanti.

Piante amiche

Come detto, per favorire la stabilità delle siepi è bene promuovere la diversità, sia degli alberi ad alto fusto che degli arbusti. A questo proposito si citano le principali specie autoctone che possiamo considerare amiche e benefiche nella costituzione delle siepi. (elenco non esaustivo).

  • Frassini: Frassino maggiore e Orniello (Fraxinus excelsior, Fraxinus Ornus)
  • Bagolaro o Spaccasassi (Celtis australis)
  • Ciliegio Selvatico (Prunus Avium)
  • Ligustro (Ligustrusm vulgare).
  • Scotano (Rhus cotinus)
  • Viburno (Viburnum lantana)
  • Aceri: Acero campestre, Acero di monte (Acer campestre, Acer pseudoplatanus)
  • Genere Crataegus: Biancospino e Azzeruolo (Crataegus monogyna, Crataegus azarolus), arbusti o alberelli autoctoni estremamente rustici, da tutelare quelli esistenti, ancora la regione Emilia Romagna ne proibisce la piantagione ex novo.
  • Prunus: Prugnoli, Mirabolani (cagnetti), Amarene (Prunus spinosa, Prunus cerasifera, Prunus cerasus)
  • Bosso (Buxus Sempervirens)
  • Carpini: carpino bianco, carpino nero (Carpinus betulus, Ostrya carpinifolia)
  • Genere Cornus: Sanguinello e Corniolo (Cornus Sanguinea, Cornus Mas)
  • Ginepro Comune (Juniperus communis)
  • Ontano nero (Alnus Glutinosa), ha ottime caratteristiche di fissazione di principi nutritivi nel suolo
  • Nocciolo (Corylus avellana)
  • Sambuco (Sambucus nigra)
  • Edera (Edera helix) tappezzante per le scarpate dei canali. Gli alberi che più appaiono danneggiati dall'edera sono le robinie, è comunque sufficiente tagliare le liane di edera alla base del tronco dell'albero per eliminarla se si ritiene che dia danno alla pianta.

Semine

  • Tappeto erboso
    In ogni zona dove le scarpate del canale siano state manomesse, è necessario immediatamente procedere alla semina di un idoneo miscuglio di semi (prevalenza di graminacee), per stabilizzare la terra e inibire l'insediarsi delle canne infestanti.

  • Alberi nati da semi
    E' molto facile trovare piccoli alberi ed arbusti nati spontaneamente da semi trasportati da uccelli. Se di specie idonee si può facilmente farli crescere, visto che le piante nate in loco hanno caratteristiche di grande vitalità e resistenza. E' pertanto sufficiente piantare una palo che ne segni la posizione per evitare di tagliare la piantina. Più complessa è la semina diretta, molti semi, per la germinazione richiedono cicli di due anni, e certe piante, appena germinate, non sono competitive con le erbe infestanti o con parassiti, lumache ecc. Una pianta tipica della nostra campagna che si può facilmente fare nascere piantando i semi è l'acero campestre, è sufficiente conficcare i semi nel terreno con l'ala rivolta verso l'alto. Il periodo migliore per la semina è l'inizio della primavera.
    Le piante nate in loco crescono più velocemente delle altre e non hanno bisogno di annaffiature per l'attecchimento.

Arch. Federico Donelli
n° 497 APPC di Reggio nell'Emilia



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