Il canale Vernazza attraversa i comuni di San Polo d'Enza, Montecchio Emilia e Sant'Ilario d'Enza, in provincia di Reggio nell'Emilia. L'arch. Federico Donelli è il tecnico incaricato dal Consorzio di miglioramento fondiario del Canale Vernazza dal 2005
Il Consorzio Vernazza fornisce ai soci agricoltori acqua irrigua captata dal torrente Enza nel rispetto delle attuali normative in materia di derivazione di acque superficiali. In particolar modo il Piano di Tutela delle Acque della regione Emilia Romagna (2006) impone il rispetto del DMV (Deflusso Minimo Vitale) del corso d'acqua in tutti i periodi dell'anno. Questo significa che al Torrente Enza non viene mai a mancare una quantità d'acqua sufficiente per garantire la sopravvivenza dell'ecosistema nemmeno nel periodo di secca estivo (Luglio); a monitorare il rispetto di tali norme ci sono le verifiche periodiche del Servizio Tecnico di Bacino che ha sede a Reggio Emilia.
L'uso di acque superficiali per l'irrigazione, d'altro canto è una pratica antica ed etica, che preserva le risorse idriche delle falde, molto più preziose, che sarebbe giusto utilizzare solo come acque potabili. Sono presenti ormai ovunque, infatti, i problemi legati all'abbassamento delle falde: riduzione della risorsa idrica, maggior costi energetici per il sollevamento, subsidenza nei centri abitati.
Il canale Vernazza è citato in documenti davvero molto antichi. Il primo risalente al 892 (alto medioevo) è il testamento di Vidiboldo, vescovo di Parma e nipote di Carlo Magno. Egli costituisce suo erede universale la sorella Vulgunda, con la clausola che alla morte di lei, tutti i beni passassero in proprietà dei canonici di Parma. Nell'elenco delle sue proprietà è indicato anche il canale Vernazza.
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Cronologia-documentale-Vernazza.pdf | Cronologia di documenti storici che parlano del Canale Vernazza. |